martedì 7 febbraio 2012

Uè, ma siamo a Milano!

Sant'Ambrogio



No, non siamo a Hogwarts, ma all'Università Cattolica

Porta Ticinese

Le Colonne




The Cube: ristorante panoramico itinerante con vista Duomo, per una cena speciale cucinata dai più grandi chef italiani





Nuovo Concept Store Excelsior: una gioia per le fashion addicted

 
La pizza dell'Esselunga: che sia un po' liquida?? Nooooooooooo!!



Non ci è bastato infornarla: noi l'abbiamo pure fritta!!!

Super colazione da Princi



Porta Qualchecosa.. Fabi mi sono persa!


Finalmente sono riuscita ad andarci: 10 Corso Como




Piazza Moscova, e la bellissima casa in legno (dove abita la Nina, Moric!)


 


Pinacoteca di Brera e Accademia delle belle art



 

Emu anti-gelo sulla scalinata del Duomo

Museo del '900



La giusta ricompensa per la delusione di non poter visitare la mostra della Pixar







Fabi e Andrea

 

Ricordi dalla caraibica Martinica nella fredda Milano           

 
Teatro Nuovo
Brunch on Sunday Morning: Pancakes e sciroppo d'acero, french toast e patate dolci americane
 
Cupcake cuore di Nutella

Cupcakes al cappuccino: una delizia
 
 
 
That's Bakery

 
 

 


 

 
 

 

 

 
Riso Venere con pollo, melanzane e radicchio: cuoche provette!

Tornare bambine e far scoppiettare i pop corn

 

Un week end programmato e desiderato da tanto tempo. 
No, nemmeno la bufera di neve che sta sconvolgendo l'Italia e nemmeno le cancellazioni 
di Trenitalia mi hanno impedito di godermelo fino alla fine. 
Tre giorni tutti per noi, per riscoprire una città, come Milano, che sotto uno strato di apparenza fredda e disinteressata, nasconde tante piccole meraviglie tutte da scopire, soprattutto per due ragazze come noi affamate di moda, di cultura, di Vita. 
Bisogna entrare un po' nella mentalità, è vero, ma poi ogni via ti regala qualche scorcio imperdibile, 
se solo lo si guarda con occhi più attenti. 
Non tutto è caotico e frenetico nemmeno qui, nella grande metropoli.
Le strade deserte della domenica mattina e il relax del momento del brunch.
Il freddo gelido che non impedisce di camminare, e passeggiare ancora e ancora.
I termosifoni condominiali che si spengono troppo presto, tre paia di calzettoni e la copertona.
Cucinare, impastare, infornare, rosolare, scoppiettare.
"Ma anche lei è straniera vero?" "No no! E' solo del Sud!!" (Non potevo non scriverla!)
E cantare sulla via di casa uscendo la mattina. 
E prenderci il tempo per noi, quello che manca sempre, ma che poi ti riempie il cuore. 
Grazie migliore amica, e grazie Milano.


mercoledì 1 febbraio 2012

Recensione del film "The Iron Lady"


Titolo: The Iron Lady
Anno: 2011
Paese: Regno Unito
Regia: Phyllida Lloyd
Sceneggiatura: Abi Morgan
Con: Meryl Streep, Jim Broadbent, Olivia Colman,
Antony Head

Un film che poteva essere mediocre, anzi quasi di scarso interesse, ma che è stato interpretato con estrema maestria. Dall'attrice che detiene il maggior numero di nomination all'Oscar e ai Golden Globe, del resto, ci si potrebbe quasi aspettarselo. Ma ancora una volta la Streep si dimostra in tutta la sua versatilità, con la capacità innata di entrare dentro a un personaggio fino al respiro più profondo, fino a esserlo davvero, fino a diventare una cosa sola. Meryl non recita e basta il ruolo di Margareth, Meryl è Margareth. Protagonista induscussa di un film che le lascia ampio spazio di manovra. Tutto il resto del cast, prettamente maschile, è oscurato dalla sua presenza scenica, così come nella realtà Margareth era riuscita a emergere in un mondo, quello della politica inglese, for men only.
E chissà che questo film non le valga il terzo e tanto desiderato Oscar.
Non un semplice documentario, quello della regista Phyllida Lloyd (la stessa del film "Mamma Mia", sempre con la Streep), volto a ripercorrere pedissequamente la vita della Primo Ministro inglese per ben 11 anni. Bensì una ricostruzione non scontata e interessante, che prende l'avvio non dall'inizio ma dalla fine, ovvero dalla vecchiaia della Tatcher, quando, anziana e malata, vive nella sua casa londinese nell'idea che il suo amato marito, morto ormai da anni, sia ancora accanto a lei. Una prospettiva senza dubbio diversa e che apre a tanti spunti di riflessione: è facile intuire come questa donna così forte, ostinata e impassibile sia stata nella sua vita fortemente legata alla figura del marito Denis, sempre in secondo piano rispetto alla sua statuaria presenza ma fondamentale per la sua realizzazione di donna a capo di uno Stato.
Se la figlia di un droghiere è riuscita a diventare Primo Ministro, forse è anche grazie a lui.  




"Curati dei tuoi pensieri, diventeranno le tue parole.
Curati delle tue parole, diventeranno le tue azioni.
Curati delle tue azioni, diventeranno le tue abitudini.
Curati delle tue abitudini, diventeranno il tuo carattere.
Curati del tuo carattere, diventerà il tuo destino."