sabato 24 dicembre 2011

Il valore dell'attesa


Vigilia significa attesa. Attesa nella notte. Veglia. 
Ognuno di noi aspetta qualcosa. Qualcuno.
C'è chi aspetta la nascita di un bimbo in una grotta. Chi aspetta una stella cometa.
Chi aspetta una persona che torna da lontano. Chi aspetta un abbraccio.
Chi aspetta un sorriso. Chi aspetta un regalo speciale. 
Chi aspetta l'arrivo di Babbo Natale. Chi aspetta un momento di serenità.
Siamo tutti in attesa, oggi come in qualsiasi giorno dell'anno. 
La Vigilia di Natale è ciò che ci fa riscoprire il valore di questa attesa. 
Perchè la gioia è più intensa dopo aver aspettato. Dopo l'attesa. 



lunedì 19 dicembre 2011

Pensieri di fretta

Preparativi per il Natale che incombre. 
Corsa ai regali. 
Settimana degli esami. 
Domenica di relax e amore. 
Colazione a letto. 
Prove per le lezioni dimostrative a danza. 
Raccolta di tutte le cose da prendere per la partenza. 
Pensare a organizzare Capodanno e rimuginare su tutto quello che quest'anno ho perso e guadagnato.
E intanto è arrivato il freddo.
Ma io aspetto ancora la neve. 



venerdì 16 dicembre 2011

Per un Natale profumato e ubriaco


Sta arrivando il Natale, e si vede. Soprattutto in televisione. E ok che dobbiamo fare i regali. Ok che il tempo stringe. Ma la pubblicità televisiva non sembra proporci altro, se non che due prodotti di consumo che con il Natale non c'entrano poi tanto. Fateci caso, vi basterà accendere la tv in fascia serale, in particolarmodo nei dintorni del telegiornale e durante i programmi di prima serata, per accorgervene. Non è necessario un monitoraggio capillare per capirlo. E' talmente eloquente che coglierà anche gli occhi e le menti più assuefatte dalla costante della pubblicità televisiva, che ci tiene compagnia da forse troppo tempo. 
Profumi e liquori. Liquori e profumi. Profumi e liquori. Liquori e profumi. 
Le diverse variazioni sul tema alcool. Ma non è questo il punto. 
Allora. E' evidente da tempo ormai che le pubblicità dei profumi siano il modo preferito delle agenzie pubblicitarie e delle grandi case di moda per sbizzarrirsi a più non posso. 
Con l'ingaggio di testimonial famosissimi e la creazione di vere e proprie storie narrate in una manciata di secondi, sono molti gli spot pubblicitari di profumi degli ultimi anni che sono diventati dei veri e propri cult dell'immaginario collettivo: basti pensare alla celebre pubblicità di Chanel n°5, ambientata tra i tetti di Parigi e interpretata dalla divina Nicole Kidman al massimo del suo splendore. 
Ma io dico: regalare un profumo a Natale non vi sembra un po' triste? 
Della serie: "non avevo idea di cosa regalarti, sono andato in profumeria e ti ho preso il primo profumo che ha catturato la mia attenzione". Quasi quasi preferivo che non me lo facessi il regalo, soprattutto perchè il profumo è molto personale, dato che la fragranza deve essere indossata dalla nostra pelle. 
Stessa amarezza che ti assale se i tuoi amici, invitati a casa tua per il cenone della Vigilia, si presentano alla porta tutti tronfi con la loro bella bottiglia di Amaro Lucano in mano
(Cosa vuoi di più dalla vita???????!!!!!!!!).
Come dire implicitamente che la cena sarà pesante e per digerirla si sono portati il liquore.
Abbuffarsi e ubriacarsi, non proprio il modo migliore di essere in linea con la dolce atmosfera natalizia.
Evidentemente però pubblicitari ed esperti di marketing non la pensano come me, e non fanno altro che riempire la televisione con gli spot dei profumi e dei liquori.
(Ve lo giuro, mentre ho scritto quest'ultima frase è passata la pubblicità dell'Amaro Montenegro. Una tortura)



 




  



E allora, profumatevi e ubriacatevi. Cin Cin (ar ar) a tutti! 

martedì 13 dicembre 2011

Storia di un amore non corrisposto... Recensione semiseria dell'ultimo album di Tiziano Ferro, "L'amore è una cosa semplice"


Ricordo la prima volta che ho sentito la sua voce, ormai più di 10 anni fa. Come se fosse ieri.
Freddo, inverno, sabato pomeriggio. I babbi portavano in giro me e gli altri bambini della compagnia. Eravamo una grande famiglia e si prendeva la macchina di chi ce l'aveva più grande. Una monovolume da 7 posti, che però non bastavano mai. E a noi più piccole toccava stare nel bagagliaio, tutte abbarbicate e nascoste per non farci vedere. Sì, sul lungomare di Rimini succedeva anche questo, e noi ci divertivamo un mondo.
Alla radio una voce, nuova, pulita. Un ragazzo, forse un pò tamarro. Melodia orecchiabile e rime facili.
Com'è che faceva?
Perdono, se quel che è fatto è fatto io però chiedo scusa, 
regalami un sorriso, io ti porgo una rosa. 
Non una poesia, di certo, ma ti entra in testa e non ti passa più.
Ospitate televisive in tutte le trasmissioni, il video che passa 50 volte al giorno su MTV.
Perchè se non guardavi MTV quella volta non eri nessuno.
Quella camicia a maniche corte tenuta aperta, con la maglietta sotto, che faceva un po' burino e un po' figo. Quegli occhi scuri e tutti quei oooo, eeeeee, aaaaa. Come solo lui sa fare.
Lo ammetto, fu amore. Colpo di fulmine. Improvviso, ma che crebbe con il passare del tempo.
Il primo album di Tiziano, Rosso Relativo, fu un grande successo. Solo una produttrice con così tanto fiuto per i talenti come Mara Maionchi poteva scovarlo e dargli fiducia. Sì, perchè lui non era un cantautore come tutti gli altri. Un timbro di voce particolarissimo, un carattere un pò schivo, timido, introverso. Le sue canzoni hanno ritmi semplici e ballabili, ma i testi, sin dagli esordi, sono ricchi di parole nuove, di correlazioni strane, di temi semplici ma affrontati in maniera complicata. Un po' come è lui, complicato. E infatti per questo non tutti l'hanno capito.
La mia devozione per Tiziano e la sua musica raggiunse i massimi livelli con il suo secondo album 111. Lo sforzo di ricordare la sofferenza della sua adolescenza e di quei 111 chili. Che pesavano tanto.
Ne ero soppraffatta completamente. Il cd era perennemente dentro al lettore, sulla mia scrivania. Ogni testo ha iniziato a trovare un significato per me, era come una magia: Tiziano aveva le parole giuste, SEMPRE. Per ogni emozione, per ogni sensazione, per ogni circostanza, per ogni istante di vita.
A quell'album risale addirittura la MIA canzone del cuore, Non me lo so spiegare, emozione tangibile di un momento speciale come il primo bacio.
..Ma 13 anni passano, perchè la vita è un attimo. 
E Tiziano ha continuato ad accompagnarmi sempre, nel cammino della vita. Come un amico che ti conosce da sempre, e che per questo sa sempre cosa sia giusto dirti, consigliarti. Che parla quasi come se a parlare fossi tu.
E' stato ed è tuttora la colonna sonora di un'amicizia speciale, che mi porto dietro da quando ero bambina. Sono nati addirittura lo stesso giorno, Fabiola e Tiziano: e poi non venitemi a dire che questo non è il destino, ma solo coincidenze!
Ancora, arrivano Nessuno è solo e Alla mia età, i suoi dischi a mio parere più tristi, ma sempre perfetti. Perfetti per me, perchè sapevano come accompagnare le mie giornate e la mia età.
Seguirlo nei concerti e emozionarsi dal vivo. Poi il buio.. Scomparso. Dove sei Tiziano?
Dopo un libro in cui racconta tutto se stesso e 2 anni di silenzio, e di duro cammino, oggi è tornato.
E' cresciuto, è cambiato, ha accettato se stesso. Ha capito che è inutile essere così complicati nella vita. Perchè L'amore è una cosa semplice.
Come sempre hai colto nel segno, Tiziano. Sei arrivato nel momento giusto, quando è arrivata l'ora anche per me di capire che devo smettermela di farmi sempre tanti problemi, e di complicare tutto.
Rasserenarsi e trovare pace: queste le parole chiave di tutto l'album. E rimanere se stessi dentro, nel profondo, un po' complicati quali siamo. Ma senza preoccuparcene più.
Fabio Fazio, intervistandolo durante il suo programma Che tempo che fa, ha definito questo nuovo lavoro un disco solare e di rinnovamento, forse il primo vero disco di Tiziano. Io non la penso così. Solare no, sereno sì.
Non un disco nuovo, d'esordio di una nuova vita. Ma anzi, che ripercorre i temi e soprattutto i ritmi e le armonie di tutti i dischi precendenti, e in particolarmodo del mio preferito, 111. Riprese quasi testuali, all'ultima nota, ma che non disturbano, anzi. Sembra quasi un riassunto della vita privata e professionale di Tiziano, con un focus sull'uomo che è oggi. Che è diverso dal ragazzo di provincia venuto da latina: ha registrato l'ultimo album addirittura negli Stati Uniti, e si sente. Ma che in fondo, quel ragazzo, se lo porta sempre dentro. E non lo rinnega mai.
14 tracce pulite. Si  percepisce come ognuna abbia alle spalle un lavoro di scelta: tutto il superfluo è eliminato.
Autore di tutti i testi, tranne che per tre collaborazioni abbastanza riuscite con John Legend, Irene Grandi e Nesli. Ma io preferisco il Tiziano puro, senza mediazioni o obbligazioni.
Quello delle parole che ti entrano nell'anima, e lì si fermano.



..Tra smeraldo e oceano
Ti guardo ancora
Una monetina in aria e
Da due ore vivo insieme a te
Suona a festa il vento ad est
La tempesta è stanca
E il sole di smeraldo ci guarda ancora
Un’altra monetina in aria e
Due giorni che già vivo insieme a te
Mare calmo verso est
E tempesta dentro me..




domenica 11 dicembre 2011

La pizza della Mamma Terry


Qual'è il modo migliore per stare insieme? Preparare e mangiarsi una bella pizza in allegria :)
Questa è la ricetta della pizza della mia mamma, vi assicuro facilissima da fare! Preparatene in gran quantità e invitate i vostri amici come faccio io, perchè la pizza è una festa! Renderete tutti felici :)

 
Ingredienti per 4 persone
  • 500g di farina
  • 250cl di acqua
  • Una bustina intera di lievito disidratato
  • 2 cucchiai di olio
  • Sale
  • Un cucchiaino di zucchero

Per l’impasto
Mettere la farina in una ciotola, aggiungere il lievito, lo zucchero il sale e mischiare insieme. 
Aggiungere l’olio, e l’acqua, versandola lentamente. Lavorare con le mani impastando una palla.
Un volta che gli ingredienti si sono amalgamati, togliere la palla dal recipiente e lavorarla su una spianatoia, sbattendola con forza per 2 o 3 volte, per rompere il lievito.
Impastare il tutto per 10 minuti fino a che non si otterrà un impasto liscio e omogeneo. 



Prendere un canovaccio e umidirlo leggermente con le mani. Avvolgere l’impasto, farci una croce con il coltello (come ci insegna la tradizione dei nostri nonni) e lasciar lievitare per almeno due ore. Prendere la pasta, guastarla e lavorarla ancora qualche minuto. Formare quattro piccole pallotte e lasciar lievitare per un’altra mezzoretta.



Accendere il forno a 250° e stendere le pizze con il mattarello. Farcire e condire a piacere. 


 






 
 
 




Infornare solo quando il forno ha raggiunto la temperatura. Cuocere per circa 10/15 minuti.

Sfornare e servire!


 






venerdì 9 dicembre 2011

Aghi di pino e stelle di Natale

 
Un Babbo Natale panciuto che ti dà il benvenuto. Una ghirlanda di vischio appesa al portone. 
Gli scatoloni impolverati, pieni di palline colorate, tirati giù dalla soffitta. Candele accese.
Un abete sempreverde appena arrivato. Tulle rosso, nastri di raso oro, carta per il presepe.
Profumo di agrumi. Atmosfera carica di calore e aspettativa. Familia riunita.
E pizzicarsi le mani, con gli aghi di pino, per trovare a ogni pallina il suo ramo, la combinazione di colori più appropriata, l'armonia delle grandezze. E tornare bambini, meravigliarsi, impegnarsi per rendere tutto perfetto.
E con il cuore gonfio accendere le mille lucine e rimanere, ancora una volta, come incantati.
Per non perdere mai la magia di fare l'albero insieme.