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domenica 19 febbraio 2012

Ancora Saremo2012: i best looks di Ivanka!

Terza serata: in rosso di Alberta Ferretti
E anche quest'anno la kermesse musicale più famosa d'Italia è giunta al suo termine. Ciò che ci rimane sono sicuramente le canzoni e le tante polemiche hanno accompagnato questo Sanremo2012, ma anche le immagine dei meravigliosi abiti che la madrina del Festival, Ivana Mrazova, ha sfoggiato nelle ultime tre serate. La sua partecipazione a Sanremo non era partita nel migliore dei modi, è vero, ma a livello di look la modella ceka si è ripresa in maniera eccezionale nel corso delle puntate. Dalla Ferretti, a Moschino a Sarli, tre grandi stilisti e marchi italiani che ancora una volta ci hanno dimostrato la bellezza della moda made in Italy. Un mio particolare apprezzamento va agli abiti indossati nella serata finale, disegnati da Sarli, stilista romano che personalmente non conoscevo e che mi ha lasciato a bocca aperta. Brava Ivana, belle scelte! 


No, non è rosso Valentino, ma merita decisamente

Terza sserata: Alberta Ferretti

Non troppo elegante la trasparenza con guepierre, ma ben indossato


Quarta serata: simpatico look maschile by Moschino



Ancora bianco e nero Moschino

Quinta serata: nude look, Sarli



Per rispondere a Belen, elegante e sensualissima


Quinta serata, ancora Sarli
  

Il vestito che tutte le donne sognano di indossare almeno una volta nella vita, meraviglioso

Finale sempre in Sarli

Ultimo abito, una vera Cenerentola!

giovedì 19 gennaio 2012

Il matrimonio perfetto tra cinema e moda: Audrey Hepburn e Hubert de Givency


 

Forse le parole non possono tradurre la bellezza assoluta. 
Forse l'eleganza è un valore supremo e indescrivibile. 
Il fascino senza tempo. 
Icona.
Mito.
Diva.
Che sopravvive al suo tempo nell'eternità.
E che per l'eternità ci farà rivivere il suo tempo.
Non c'è stata altra donna al mondo che ha saputo incarnare la grazia come lei.

 
La femminilità eterea fatta di raffinatezza e classe estrema.
Di una ragazza di nobili origini, che sembrava una principessa dal sangue blu.
Di una donna che non dimenticò mai la leggerezza e la delicatezza della ballerina che era stata.
Di quella magrezza un po' spigolosa nelle forme.
Di quegli occhi scuri da cerbiatta e di quella frangetta a mezza fronte. 
Dell'unica che riusciva a essere estremamente elegante solo con pantaloni, maglietta e ballerine.
 
Ma che raggiunse le alte vette più alte dello stile solo quando incontrò lui.
Il maestro dell'haute couture parigina. 
Di cui diventò musa, amica, sorella.
Hubert de Givency.
Colui che la rese indimenticabile.
Che la portò a diventare l'emblema dell'eleganza.
Che le fece indossare i più belli, amati e ricordati abiti dell'intera storia del cinema





  








 

 



Quando due eccellenze si incontrano,nasce sempre qualcosa di unico, di speciale. 
Destini che si incrociano in un'armonia perfetta.
Quanto vorrei, anche solo per un momento, passeggiare con loro sul Lungosenna.
Respirare quella magia che sa di moda, cinema, eleganza. 
Da cui c'è ancora tutto da imparare.

 

"La mia magia era la sua. Donava agli abiti la grazia che aveva dentro di sè. Era una donna estremamente leale. Con lei il lavoro diventava una gioia. C'era qualcosa di straordinario tra di noi, una complicità permanente. In un certo senso, sì, è stata la mia musa: Audrey non era una ragazza viziata. Sapeva di avere talento, ma il successo non le dava alla testa. Per me era un angelo dagli occhi di cerbiatta"